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LA PRUDENZA NON E' MAI TROPPA

Premetto che non giustifico in alcun modo le banche che truffano i correntisti, così come non giustifico in alcun modo i politici che le aiutano. Non trovo accettabile che in un paese dove esistono decine di organi di controllo, il cliente di una banca sia abbandonato a sé stesso in balìa di chi dovrebbe solo tenerne al sicuro i risparmi. Non posso però astenermi dall'analizzare la situazione sotto un altro punto di vista.

Mi riesce difficile capire come delle persone abbiano potuto accettare di investire i propri risparmi in cose di cui sanno poco o nulla. Mi spiego meglio. La maggior parte dei piccoli risparmiatori che, grazie alle manovre delle banche ed all'intervento di Renzi, sono rimasti con i risparmi prosciugati, di finanza, titoli e obbligazioni ne sanno quanto me, cioè a stento capiscono cosa siano. A queste persone la banca ha presentato le obbligazioni come investimento super-sicuro e loro si sono fidati. Ma in questo caso la banca stava cercando di vendergli qualcosa, era ovvio dicesse che era tutto sicurissimo, anche le compagnie telefoniche quando vendono le loro tariffe parlano solo di super-sconti e servizi in regalo, nascondendo vincoli e clausole vari. La verità è che in questo caso, come in tutte le truffe, c'è stato un truffatore scaltro e un truffato fesso. Come potrebbe mai venire in mente a me, che non conosco nemmeno la differenza tra un BOT e un CCT, di investire in titoli o obbligazioni tutti i miei risparmi? Nel momento in cui si entra nel mondo della finanza, a meno che non si sia del ramo, si entra in un mondo difficilmente comprensibile dove chiunque può fregarti in mille modi diversi. Le banche sono state ladre, il Governo è complice, ma le vittime sono come minimo da considerarsi sprovvedute.

A rendermi più sicuro di quel che dico, c'è stato stasera un servizio di Ballarò dove il giornalista ha intervistato i correntisti truffati da una banca (un caso simile a quello di Banca Etruria). Da questo servizio è emerso che i correntisti avevano acquistato titoli non sapendo che questi non avrebbero potuto venderli non appena lo avessero ritenuto opportuno. La banca non li aveva informati, truffandoli, e loro hanno acquistato qualcosa di cui non avevano la minima conoscenza. Io di auto da corsa non capisco niente, perciò non investirei mai i miei risparmi per comprarne una. Se alla banca è venuta meno l'onestà, ai correntisti è venuta meno la prudenza.

La politica poi affronta la questione a modo suo. Già è pronta la mozione di sfiducia per il ministro Boschi. Tutti a parlare di sfiducia e PD vicino alle banche (quando poi le banche le hanno salvate tutti con Monti), nessuno a dire la cosa più semplice e più giusta, cioè che ancora una volta si è palesato come il problema dell'Italia sia la mancanza di una legge sul conflitto di interessi. Il PD ha sempre indicato il conflitto di interessi come un problema di Berlusconi, la verità invece è che in mancanza di una legge specifica il nostro paese ha un Parlamento pieno di conflitti d'interesse. Se tra i banchi di Montecitorio siedono azionisti di banche, soci di banche e parenti di banchieri, come potremmo mai pretendere che il Governo operi nell'interesse dei cittadini e contro quello delle banche? La maggior parte dei parlamentari italiani hanno azioni di diverse grandi aziende italiane, pensate davvero che questi voterebbero una legge deleteria per le aziende grazie a cui si arricchiscono? Il parlamentare in conflitto di interessi è un personaggio di cui non si ci può fidare, perché egli ha degli interessi che possono cozzare con quelli dei cittadini. In un paese davvero democratico, dovrebbe esserci una legge che impedisca tutto ciò. In Italia la legge non c'è, è stata invocata dal PD solo quando al governo c'era Berlusconi, adesso che al governo ci sono loro non ci pensano nemmeno a presentare un disegno di legge. Intanto però si parla di sfiducia, tutto finirà con le solite manovre di palazzo e con una penosa e sporca compravendita di voti.

Pubblicato il 15/12/2015 alle 23.31 nella rubrica diario.

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