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ALLAH E' GRANDE?

Terribili le notizie che arrivano in questi minuti da Parigi, dove in una serie di attentati sono morte più di trenta persone e qualche centinaio sono tenute in ostaggio in un teatro. Testimoni hanno sentito i terroristi gridare “Allah è grande” prima di sparare, quindi sembra quasi certa la pista che porta al terrorismo islamico.Sicuramente è la pista più probabile, almeno per ora. Sono state registrate anche esplosioni fuori allo Stade de France, dove si stava giocando la partita di calcio Francia – Germania.

Per commentare i fatti è presto, parlando ora si finirebbe solo per dire cretinate. Probabilmente sono terroristi islamici, probabilmente c’entra la Siria o la nuova guerra fredda tra USA e Russia. L’unica cosa certa al momento è che dei poveri innocenti sono stati ammazzati mentre cenavano al ristorante, godendosi l’inizio di un fine settimana. Famiglie. Uomini, donne, bambini. Che sia politica, religione o semplice fanatismo, di certo e tangibile resta solo un mucchio di cadaveri,persone che forse dell’Islam, della guerra in Siria e dei dissidi Putin – Obama nemmeno si interessavano.

Se per l’analisi dei fatti è presto, è già tempo per una riflessione. Non è ancora certo che dietro gli attentati ci sia la matrice islamica, però è al momento la pista più probabile. Premetto che io non sono credente, ma sono rispettoso nei confronti di chi crede. Non credo nelle religioni, ma rispetto chi crede nella presenza di una divinità onnipotente. Io però mi chiedo come sia possibile credere che un Dio, che si chiami Allah o meno non è importante, si sia preso la briga di crearci per poi farci scannare in suo nome. Che Egli ci ami o che sia vendicativo, è comunque ridicolo pensare a questo Dio che passa il tempo a giocare con il mondo così come noi giochiamo ai giochi di guerra online,cercando di far prendere il sopravvento ai suoi seguaci. Credere in un Dio così desideroso che si riconosca la sua superiorità, così felice di far ammazzare chi non crede in Lui da chi invece ci crede, lo trovo offensivo sia per la ragione umana che per i credenti stessi. Chi crede in Dio dovrebbe credere in qualcosa di sovrumano, qualcosa ben al di sopra dei nostri sentimenti e delle nostre brame di potere. Credere in Dio è degno di rispetto, credere nel Dio cheti dice “ammazza l’infedele” è da idiota. Chi urla che il proprio Allah è grande con il kalashnikov in braccio smentisce sé stesso nel secondo successivo,quando apre il fuoco sugli infedeli. Un’entità superiore non getta chi non crede nelle fiamme, un’entità superiore non cerca il riconoscimento,semplicemente crea. Se poi l’entità superiore, come quasi tutti i fedeli sostengono, ama il genere umano, di certo non lo fa scannare per avere più preghiere. Dio, se c’è, non conta quante volte pensiamo a lui. Sia chiaro che non mi riferisco ai soli mussulmani, ma a tutti i credenti che uccidono o puniscono in nome di fantomatiche divinità.

Come già detto sopra, è troppo presto per fare bilanci. Quello che però si può fare è cercare di prevedere le conseguenze di quello che sta succedendo in queste ore. Di sicuro gli sciacalli cercheranno di trarre vantaggi politici dagli attentati, Salvini su Twitter si è già scatenato condannando i terroristi islamici e chiedendo più controlli alle frontiere. Già molti inneggiano alla guerra contro i terroristi,trovando necessario che si rompano gli indugi. Di sicuro i governi plasmeranno la verità a loro vantaggio, quasi sicuramente quello che sta succedendo a Parigi servirà agli USA ed ai suoi alleati (tra cui c’è la Francia) ad intensificare i raid aerei sulla Siria, acuendo ancor di più gli attriti con la Russia. Quello che è certo è che gli xenofobi troveranno nuove giustificazioni alle loro irrazionali paure e sarà ancor più di moda l’identificazione tra mussulmani e terroristi. Eppure proprio qui noi dovremmo davvero mostrare di essere degni d’essere chiamati civili. Nel momento triste, nel momento di paura, l’incivile e l’ignorante cedono alle loro paure ed ai loro peggiori istinti, diventando violenti. Potremmo dirci davvero civili solo quando saremo in grado di analizzare fatti tristi come quelli di Parigi senza cedere alla paura o alla comodità dell’istinto, del non-pensiero, solo quando saremo capaci di distinguere tra i responsabili e quelli che non c’entrano niente, solo quando sapremo inquadrare un semplice atto di barbarie senza scivolare nei soliti deliri di “scontro di civiltà”. Quando di fronte a fatti come quello di Parigi saremo in grado di provare solo immensa tristezza per le povere vittime,senza invece scadere nella cieca rabbia contro i diversi, allora potremo davvero dirci civili. Finché non saremo in grado di farlo, saremo solo un inferocito gruppo di imbecilli che alla barbarie rispondono con la barbarie,continuando ad alimentare una spirale di violenza che non finirà mai.

Per concludere la mia riflessione, voglio solo ripetere in poche parole quello che è il concetto espresso per esteso sopra. A Parigi non c’è stato un attacco in nome di Dio, ma un terribile atto di barbarie opera di esaltati. Non è incolpando mussulmani e stranieri che si risolve il problema, Islam non vuol dire terrorismo e non è condannando a morte gli immigrati che si blocca il terrorismo. Da domani le politiche sui migranti e sulla guerra in Siria saranno molto più estreme, tutto sarà giustificato da quello che è successo stasera.

Pubblicato il 13/11/2015 alle 23.22 nella rubrica diario.

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