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LA SHARIA ITALIANA
post pubblicato in diario, il 30 gennaio 2016

Al Circo Massimo oggi l'Italia ha mostrato ancora una volta il peggio di sé. Tutto l'estremismo religioso che ha contraddistinto la nostra storia, lo stesso estremismo che rimproveriamo ai mussulmani, ha sfilato in piazza per chiedere che un'assurda discriminazione continui ad essere legale. 

Cominciamo col porci subito una domanda: cosa hanno di diverso i partecipanti al Family Day con gli estremisti islamici che chiedono la sharia? Inorridiamo quando in un paese viene promulgata una legge in nome dell'Islam, però una parte di noi chiede che una legge non sia approvata in nome del Cristianesimo. Secondo quelli in piazza una coppia non deve avere diritti perché è fuori dai canoni previsti da un libro che racconta di un Dio che ci guarda e ci giudica. Che poi, a voler essere pignoli, lo stesso libro dipinge un Dio tanto misericordioso da accettare che suo figlio venga massacrato per lavare i peccati dall'umanità. Però uccidere suo figlio va bene, innamorarsi di una persona dello stesso sesso invece no. Comunque, mettendo da parte il discorso teologico-filosofico, il succo è che in nome della religione vanno negati dei diritti fondamentali agli omosessuali. In pratica una sharia in salsa cattolica, niente di più. Se perciò l'Iran è un paese estremista, lo siamo anche noi. Almeno secondo quelli del Circo Massimo, per fortuna c'è un'Italia che si guarda bene dal portare avanti certe teorie.

Al Family Day sono presenti comunque personalità di spessore, tra cui posso citare Giovanardi, Brunetta e Gasparri. Per loro la famiglia tradizionale non va toccata, due omosessuali non possono mettere su famiglia. Questo perché lo hanno letto su Famiglia Cristiana. Tanto zelo da parte loro si vede solo quando si parla di gay, droghe e profughi, tendono al silenzio invece quando si parla di pedofilia o dello sfascio economico generato dai loro mega-stipendi. Con personalità di questo livello non potevano comunque mancare contenuti di livello altissimo. Giovanardi ha sfidato due uomini a mettere al mondo un figlio su un'isola deserta. Questa dichiarazione, seppur idiota come nello stile di chi l'ha pronunciata, deve essere letta perché rivela qualcosa di importante. Chi sta sfilando in piazza al Circo Massimo tutto sommato sta manifestando contro il concetto di famiglia fondata sull'amore, preferendole quello di famiglia fondata sulla capacità di procreare. Per fare una famiglia non basta che ci si ami e ci si rispetti, che si abbia voglia di condividere la vita, ma serve essere in grado di fare figli, altrimenti non si può essere famiglia per la legge italiana. Quindi c'è da temere che propongano anche l'abolizione dei matrimoni tra coppie di cui un elemento è sterile, o il diventare sterile di un coniuge da ora in avanti potrebbe dare all'altro il diritto all'annullamento del matrimonio. 

La piazza ha parlato, o sta parlando, e Brunetta invita Renzi ad ascoltarla. Quando però sono i lavoratori a manifestare, a nessuno interessa della piazza.

In tutto questo trambusto, molti cittadini devono farsi un'opinione senza conoscere i contenuti del ddl Cirinnà (che è il motivo di questo putiferio). Questo decreto legge non fa nient'altro che estendere alle coppie omosessuali alcuni diritti che hanno quelle "tradizionali", cioè quello ad avere un'unione legalmente riconosciuta e ad acquisire alcuni doveri e diritti in funzione della stessa (reversibilità della pensione, subentro nei contratti d'affitto, comunione e separazione dei beni, ecc.). Anche la stepchild adoption, presentata dalla piazza del Circo Massimo come scritta dalla penna del Demonio, non fa nient'altro che riconoscere ai genitori omosessuali il diritto di adottare un bambino figlio biologico di uno dei due. Non si stanno spalancando quindi le porte dell'Inferno, si stanno riconoscendo diritti base a delle persone a cui fino ad ora erano negati solo in virtù delle preferenze sessuali. Si sta cercando di uscire un po' di più dal Medioevo ed entrare nell'età moderna, ma come sempre il popolo cattolico (solo quello estremista, per fortuna non mancano i cattolici favorevoli al ddl) ostacola il rinnovamento. In tanti temono che i bambini cresciuti da genitori omosessuali possano venir su irrimediabilmente traumatizzati, ma nei paesi dove questa pratica è in uso da anni si è visto l'opposto, crescono bene e più tolleranti (probabilmente non andranno mai al Family Day).

Molti sui social hanno ironizzato sul fatto che siano scesi in piazza a difendere la famiglia tradizionale tanti ultra-divorziati (Salvini e Casini su tutti) ed anche la Mussolini, il cui marito pagava le minorenni per fare sesso. Il fatto più grave però non è questo, a mio parere la cosa più grave è che delle persone stanno cercando di negare un diritto a delle persone solo perché non ne condividono lo stile di vita, una cosa che si scontra assolutamente con il concetto di democrazia. Avessimo un governo davvero convinto della bontà del ddl Cirinnà, non ci sarebbe da preoccuparsi, ma essendo Renzi molto più attento ai consensi che all'efficacia dei provvedimenti, essendo già spaccato il PD, c'è da temere che motivi di strategia politica potrebbero spingere il governo a rallentare l'iter della legge. 


 

LA NUOVA RESISTENZA FRANCESE
post pubblicato in diario, il 15 novembre 2015

La Francia, dopo gli attentati di Parigi, sta ancora vivendo delle ore buie, tra le più buie della sua storia. Come prevedibile, è in corso l’attacco delle destre che cercano di accaparrarsi consensi e voti nutrendosi dei cadaveri ancora caldi delle vittime degli attentati.

Già stamattina Marine Le Pen ha dichiarato che la Francia “deve riprendere il controllo delle proprie frontiere”. Peccato che stia emergendo che a Parigi, così come fu a gennaio per gli attentati contro Charlie Hebdo, non abbiano operato personaggi provenienti da Siria o Iran, ma cittadini belgi o francesi. Anche nel pomeriggio le destre estreme hanno provato a rendersi protagoniste. In un corteo per ricordare le vittime degli attentati a Parigi tenutosi a Lille, si sono infiltrati subito gruppi di estrema destra che cantavano a gran voce contro l’Islam. Fortunatamente la Francia fino ad ora ha mostrato di avere gli anticorpi contro questa irrazionalità nera, a Lille gli stessi manifestanti hanno cacciato via i gruppi di destra. Situazione analoga si è vista a Metz, dove la polizia ha disperso un corteo fascista per incitamento all’odio razziale.

Come era prevedibile,una marea nera sta tentando di appropriarsi del lutto e dello sdegno che legittimamente nascono da eventi terribili come quelli di Parigi, fortunatamente fino ad ora i francesi sembrano pronti a resistere. Sta ora al governo e ad Hollande mostrarsi degni del loro popolo e non rispondere al terrorismo con i soliti bombardamenti e la solita cieca violenza contro popolazioni inermi (perché i bombardamenti in sostanza sono questi). La Francia è impegnata in una resistenza, deve resistere ai fascisti ed agli americani. Ce la farà?

Un analogo tentativo delle destre è in corso in Italia,dove i vari Salvini e Meloni cercano di vendere nuovamente la favola che il terrorismo si sconfigge con le bombe e respingendo i migranti. Memorabile il tweet di Gasparri in cui l’ex ministro, che firmava le leggi senza leggerle, propone di bombardare l’ISIS (dove?! come?!) e raderlo al suolo in 24 ore. La tv ha già ceduto e sta dando ampio spazio a questi soggetti, sapremo noi resistere alla comodità del pensiero immediato? Sapremo resistere alla tentazione di rispondere alla violenza con la violenza? Sapremo per una volta mostrarci meno terroristi dei jihadisti? Ai posteri l’ardua sentenza.


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permalink | inviato da zinonno il 15/11/2015 alle 17:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
IL “PARTITO DELL’AMORE” CONTRO CHI ALZA IL TAPPETO
post pubblicato in diario, il 19 aprile 2010

Gli italiani che ancora associano alla politica del proprio paese dei criteri di valutazione normali, sono certamente rimasti sconvolti dall’atteggiamento che Berlusconi, o suoi alleati, hanno avuto nei confronti dei volontari di Emergency, e probabilmente non hanno creduto alle loro orecchie quando hanno sentito dire al premier che Saviano e chi come lui ci informa sulla mafia e sulle sue dinamiche fanno pubblicità e servono alla mafia. Il problema è che per l’Italia non bisogna applicare le normali regole della politica, basti pensare che nel nostro paese chi cambia la legge per i propri porci comodi viene addirittura giustificato dai cittadini, sulla base di riflessioni nate perlopiù dall’accoppiamento di ignoranza ed amore per le scelte facili.

Tre operatori dell’organizzazione umanitaria Emergency, che dovrebbe essere un orgoglio per noi italiani, visto che porta supporto ai feriti nelle zone di guerra, sono stati arrestati e detenuti per circa dieci giorni sulla base di accuse campate in aria. La diplomazia italiana si è mossa con la solita lentezza, ma ciò non ha nulla di straordinario, ma subito alti esponenti del Governo, tra cui citiamo Gasparri e La Russa, hanno addirittura preso a priori per buona la tesi dell’accusa, parlando di comportamenti poco chiari da parte di Emergency. La vicenda per fortuna si è conclusa nel migliore dei modi, è però inaccettabile che esponenti del Governo abbiano dato per scontata la colpevolezza dei tre arrestati anche quando è stato sin da subito palese che si trattava solo dell’ennesimo attacco all’organizzazione di Gino Strada: con un comportamento del genere, il governo italiano (o almeno alcuni dei suoi esponenti) hanno legittimato un’azione assurda del governo afgano.

L’altro caso eclatante di questi giorni è stato quello delle parole di Berlusconi, che ha detto che la nostra mafia non è poi tanto importante come la dipingono e che essa goda della “pubblicità” che le hanno fatto fiction come “La Piovra” o libri come “Gomorra” di Roberto Saviano. Quando si commentano tali parole, bisogna innanzitutto ricordare che a causa del suo libro sulla camorra, Roberto Saviano è costretto a vivere sotto scorta e sotto costante minaccia. Saviano è un eroe, perché ha avuto il coraggio di denunciare quello di cui nessuno parla, ed in tutto il mondo è trattato da eroe, invece un politico italiano lo definisce uno che aiuta la mafia. Ancora più gravi diventano le parole di Berlusconi se ricordiamo che lui propone da tempo ormai la sua squadra di governo come la più attiva nella lotta contro la mafia.

Come detto all’inizio, i due eventi citati sopra sconvolgerebbero chiunque applicasse alla nostra politica i normali principi della politica stessa, ma noi siamo in Italia, il paese dove chi chiede una legge uguale per tutti è un sovversivo. Tutto è molto più semplice se si riesce a dare una definizione a questo Governo, io già ne ho trovata in passato una che calza a pennello all’attuale esecutivo berlusconiano, cioè l’ho definito “il Governo della polvere sotto il tappeto”, dato che finge di risolvere i problemi, invece li nasconde. Per avvalorare la mia definizione, vi ricordo che uno dei cavalli di battaglia di Berlusconi alle regionali è stata la risoluzione della crisi dei rifiuti, eppure nel napoletano i rifiuti sono ancora a terra e per le strade e quelli che sono stati rimossi sono in qualche cava o in qualche discarica costruita senza rispettare le più elementari norme igienico-sanitarie; ricordiamo poi che il Governo si vanta di aver risolto i problemi post-terremoto in Abruzzo, mentre gli aquilani puliscono da sé il centro storico con le carriole e molti vivono ancora negli alberghi (ricordiamo poi che molte delle case date loro sono costruite dalla Croce Rossa, non dal Governo); anche con la mafia Berlusconi rispetta l’identità del suo partito, infatti basta non parlarne, far venire fuori solo le notizie degli arresti ed il gioco è fatto, anche se gli arresti li fanno le forze dell’ordine e la magistratura, notevolmente indebolite dal Governo stesso (potremmo quasi dire che il Governo è il miglior alleato della mafia!). Per un partito che non risolve le crisi, ma le nasconde, sono scomodi quei personaggi che alzano il tappeto mostrando la polvere che vi è stata nascosta sotto invece di essere rimossa. Ecco quindi l’astio del centrodestra nei confronti di Emergency e di Saviano: i primi hanno osato mostrare che in Afghanistan ed in Iraq c’erano delle sanguinose guerre, non delle missioni di pace; il secondo ha mostrato che la camorra esiste ed è più forte che mai, dato che ormai in molti territori spadroneggia. Questa coalizione di governo vive grazie alla disinformazione dei cittadini, quindi ciò che teme di più è il danno di immagine che deriverebbe dalla scoperta che, in tanti anni, non ha risolto un bel niente. Bisogna dire che la camorra riconosce i vantaggi derivanti dalla politica berlusconiana del silenzio, infatti a Casal di Principe il PDL stravince (Caldoro lì ha preso il 70%) ed il PD non si presenta nemmeno alle elezioni. Le organizzazioni criminali, e tutta la criminalità in genere, si giovano del silenzio, non della “pubblicità”, quindi il loro migliore alleato è Berlusconi, non Saviano.

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