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DIFENSORI DEL MADE IN ITALY, IO VI INVOCO!
post pubblicato in diario, il 10 ottobre 2015

Dove sono gli strenui difensori del made in Italy? Dove sono quelli che invocano frontiere chiuse,che minacciano posti di blocco ai confini per evitare che il nostro paese sia invaso da prodotti di scarsa qualità provenienti dall’estero? Dove sono tutti questi predicatori, tutti questi difensori del prodotto italiano?

USA ed Europa da qualche tempo stanno discutendo un trattato di libero scambio (TTIP) che impedirebbe di fatto ai paesi aderenti di proteggersi efficacemente dalle politiche delle multinazionali dell’agroalimentare. In parole povere, con il TTIP in vigore sarà impossibile per un paese come l’Italia evitare l’invasione dei prodotti OGM della Monsanto o di quei cibi ipertossici che fanno ormai parte della cultura gastronomica americana. Il paese del buon cibo dovrebbe insomma cedere il passo a chi produce in barba ad ogni precauzione e se ne infischia sia della salute dei consumatori che del pianeta in cui viviamo.

Con un pericolo di tale portata che si sta materializzando, sarebbe scontato vedere quei movimenti che da sempre si dicono paladini del made in Italy, o degli agricoltori e degli allevatori italiani, gridare senza sosta contro questa svendita del nostro paese alle multinazionali americane. Invece silenzio totale, di TTIP oggi in Italia si legge solo qualche trafiletto e il merito è tutto della tanto odiata Germania, infatti a Berlino oggi hanno manifestato in centomila contro questo trattato infame, chiedendo il blocco del negoziato. La Germania che tanto odiamo, che accusiamo di volerci imporre i suoi prodotti scadenti per affossare le nostre eccellenze, protesta a gran voce, mentre noi nemmeno sappiamo cosa stiamo rischiando. La norma europea che ci impone di accettare i formaggi fatti“senza latte” ci ha fatto girare le scatole, un accordo che ci imporrebbe di accettare che i nostri prodotti siano inquinati con OGM e porcherie simili ci lascia tranquilli. Forse la differenza è che il formaggio “senza latte” ci è stato imposto da quegli antipatici della Germania, invece il TTIP lo vuole niente poco di meno che il premio Nobel per la pace, Barak Obama.

Riguardo il silenzio e l’ignoranza italiana sul TTIP c’è lo zampino dei media, infatti una manifestazione così importante contro un trattato così invasivo è stato liquidato dal sito di Rai News con un trafiletto di otto righe, molti giornali nemmeno si sono degnati di parlarne. Non una parola dalla Lega, i difensori dei contadini e degli allevatori del nord non sembrano interessati a questi argomenti, ma non dovrebbe sorprenderci visto che il loro leader parla sempre dei migranti per poi mancare alle votazioni che li riguardano nel Parlamento europeo. La Lega è il partito delle chiacchiere, si sa, inoltre i leghisti non sono mai stato tanto contrari ad OGM e soluzioni invasive in stile americano nel campo agricolo, anche perché visto il loro livello culturale probabilmente non ci capiscono niente. I grandi partiti non parlano del TTIP, si sa che l’Italia ha come scopo principale quello di non fare arrabbiare gli USA, ogni loro desiderio è un ordine per noie a breve si bombarderà con loro anche la Siria. Solo il M5S ne parla, per bocca di Grillo oggi è arrivato l’ennesimo invito all’informazione italiana affinché rompa il muro di silenzio intorno al TTIP. I grillini con le situazioni che richiedono caciara vanno a nozze, eppure dentro questo denso silenzio della politica anche il loro confuso e inconcludente chiasso può servire a sollevare la questione una volta per tutte.

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permalink | inviato da zinonno il 10/10/2015 alle 22:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'ISIS E' UN BLUFF
post pubblicato in diario, il 19 agosto 2015

Oggi la notizia dell’ennesima decapitazione dell’ISIS. Lo spauracchio creato dai giornalisti per appoggiare quelle frange di estrema destra che da troppo tempo non si impegnano in unabella guerra. Grazie a questa invenzione, che ha sostituito l’ormai logora Al Qaeda, gli USA possono ingrassare i loro produttori di armi bombardando Iraq e Siria, magari facendo cadere qualche bomba in testa ai curdi del PKK, tanto per accontentare l’alleato Erdogan.

La strategia dei media è la solita, massima visibilità per ogni rivendicazione a firma ISIS, anche se scritta da un pastore annoiato delle montagne afgane, subito rimpolpare la paura con dichiarazioni bellicose dei politici e ricordandoci che la nostra sicurezza interna è garantita da un certo Angelino Alfano.

È un continuo susseguirsi di “l’ISIS vuole attaccare Roma”, “uccideranno il Papa” e cose simili. Intanto l’ISIS cosa ha fatto di concreto? Ha conquistato militarmente delle città. Ha in effetti vinto battaglie in Iraq, dove grazie alla recente invasione americana e al governo fantoccio che gli stessi americani hanno messo in piedi non c’è una leadership forte (tanti sono infatti i gruppi etnici non rappresentati in Parlamento, quindi le divisioni nel paese sono forti), in Libia, dove addirittura ci sono due governi in lotta tra loro, e in Siria, paese da anni sferzato dalla durissima guerra civile tra il governo di Assad ei ribelli. Ci sono stati poi degli attentati, uno dei quali in Francia, vicino casa nostra. Ma che attentato è stato? Due esaltati che da anni risiedevano nel paese hanno fatto saltare in aria la redazione di un giornale satirico.Tradotto, niente di nuovo, sono decenni che in tutto il mondo si ha a che fare con questo terrorismo. Se poi vogliamo ancora stupirci degli attentati contro i turisti europei in nord Africa, dimenticando le tante stragi compiute negli anni passati da gruppi terroristici vari in Egitto (dove da anni le agenzie di viaggio sconsigliano di uscire dai villaggi turistici) e ignorando che molti di quei paesi stanno passando periodi tumultuosi, allora possiamo continuare a vivere nella nostra beata ingenuità e credere al buon Salvini.

La verità è che l’ISIS è una montagna di fumo creata per distrarci dalla disastrosa situazione politica ed economica del nostro paese, serve infatti un argomento che ci impegni nelle discussioni, ci divida in pro e contro Islam e immigrazione,facendoci dimenticare il Jobs Act e la distruzione dello Statuto dei Lavoratori. Serve inoltre ad alimentare la nostra paura dello straniero, così continueremo a scegliere un’insensata ed impossibile chiusura delle frontiere,alimentando perciò l’immigrazione clandestina e favorendo chi sui clandestini mangia, creando altri mille sistemi come Roma capitale.

Io non vedo nell’ISIS un pericolo per l’Europa, temo molto di più l’austerity imposta con la forza a paesi in crisi, al crollo di paesi che diventano terra di conquista per i capitalisti di altre nazioni (vedi la Grecia e la vendita di alcuni suoi aeroporti ad una compagnia tedesca), alle politiche liberiste e neo-liberiste che ingrassano i potenti e dissanguano i poveri cittadini. Non dobbiamo temere l’ISIS, oggi le guerre non si combattono con i fucili e le bombe, si combattono con le Borse valori, con i prestiti e con il monopolio delle materie prime. La vera guerra c’è in Grecia, dove la Germania sta conquistando il paese imponendogli politiche economiche che affamano il popolo e indebolendolo alle fondamenta; la vera guerra è in Africa, dove la Cina sta comprando migliaia di ettari di terreni coltivabili, togliendoli così agli africani che non possono più nemmeno fare gli agricoltori; la vera guerra è nel mondo intero, dove i governi stanno negoziando il TTIP che consegnerà l’intero mercato alimentare e agricolo nelle mani delle multinazionali (in testa la Monsanto, ovviamente),togliendo ogni potere ai consumatori ed aprendo la strada all’imposizione di porcherie come gli OGM. La vera guerra è tutta intorno a noi, con i ricchi e i potenti che vogliono togliere a noi “classe media” (che ci crediamo chissà cosa, ma siamo l’equivalente dei cafoni di Fontamara) quel poco che ci è rimasto, il libero arbitrio, per renderci automi del tutto manipolabili a seconda delle loro esigenze.

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permalink | inviato da zinonno il 19/8/2015 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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