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L'EUROPA CIECA
post pubblicato in diario, il 2 settembre 2015

Il mondo cambia, è una realtà dinamica e non statica, la virtù primaria di un buon politico dovrebbe essere la capacità di capire i cambiamenti e saperli affrontare. L’Unione Europea però non sembra assolutamente in grado di farlo.

È di ieri la reprimenda fatta a dell’UE a Renzi, colpevole di aver annunciato un taglio delle tasse sulla casa che sta già facendo tremare i Comuni italiani. L’Europa ha ricordato a Renzi di aver “consigliato” di spostare il carico fiscale su immobili e consumi per alleggerirlo su lavoro e capitale. In pratica l’Europa raccomanda all’Italia, ed ovviamente anche agli altri stati membri, di alleggerire le tasse ai ricchi (capitale) ed alle aziende (lavoro) per salassare le classi medio-basse che a fatica (e pagando mutui al limite dell’usura) riescono a costruirsi una prima casa e devono ridurre al minimo i consumi, spesso risparmiando sulla qualità.

Non passerà molto tempo che partiranno all’attacco i cani anti-Europa Salvini e Grillo, abbaiando che è l’Europa delle banche e che bisogna uscirne. Non gli sarà difficile farsi credere, il sospetto di fronte ad un’indicazione del genere è che ci siano poteri forti ad indicare la strada ai politici dell’UE. Non sarebbe poi nemmeno una novità che le lobby pesino tanto sulle politiche dei paesi, tutti conosciamo le manovre oscure di compagnie assicurative e lobby delle armi negli USA, giusto per non tirare in ballo sempre esempi di casa nostra.

Ma se per una volta volessimo tralasciare il cattivo pensiero, come potremmo spiegare la scelta che l’Europa difende a spada tratta e senza la minima vergogna? Si potrebbe spiegare solo con una cecità politica da far rabbrividire, infatti i politici UE vogliono favorire chi crea lavoro sperando che questi portino la ricchezza necessaria alle classi medio-basse, creando così condizioni economiche favorevoli che renderebbero meno incisive le tassazioni su immobili e consumi.Ma l’UE dove è stata negli ultimi anni? Come può non accorgersi che tale strategia,che i governi occidentali stanno usando già da decenni, non ha portato né benessere né più lavoro, ma solo maggiore sfruttamento e povertà dei lavoratori? L’UE continua ad usare una strategia che da anni si sta rivelando fallimentare, poi la storia ci dirà se solo per cecità o per malafede (o per entrambe).

Mi perdonino i grillini, i leghisti e gli anti-europei in generale, ma nonostante l’assoluta cecità politica mostrata dall’UE sulle politiche economiche, io continuo ad essere contrario all’uscita. Non è scappando di fronte alle difficoltà che si risolvono i problemi. Nonostante Renzi sia poco credibile, e lo stesso si può dire della sua sparata sulle tasse, stavolta ha dato la migliore risposta possibile dicendo che le decisioni sulle tasse spettano allo Stato sovrano, non all’UE. Solo così si possono correggere le miopi decisioni europee, andando perla propria strada e mostrando con i fatti che si ha ragione. Ovviamente Renzi, contravvenendo alle indicazioni europee, si assumerà una grande responsabilità,in caso le condizioni economiche italiane dovessero peggiorare si rischierebbe di fare la stessa fine della Grecia, finendo indirettamente per dare ragione ai fan dell’austerity. Renzi dovrà fare un taglio delle tasse serio, trovando coperture da altre parti e migliorando i parametri economici del paese, solo così darà una lezione all’UE.

Quello che è mancato fino ad ora in Europa, e che mi riesce difficile credere che sarà incarnato dall’Italia renziana, è una nazione forte (o una coalizione di partiti trans-nazionale forte) che riesca a proporre una via alternativa alle politiche economiche fino ad ora pensate dall’UE. Una forza politica che inizi a pensare alla politica non solo in funzione del PIL, dello spread e degli indicatori economico-finanziari, ma anche ai numeri impressionanti di europei che vivono sotto la soglia di povertà ed alla qualità della vita. In questo momento in Europa manca una forza politica forte che analizzi la realtà attuale e capisca che è l’economia a dover servire il cittadino, non viceversa.

Anche sulla questione dei migranti l’UE sta mostrando una gravissima cecità politica. I vari stati europei stanno infatti ragionando solo in funzione delle proprie esigenze e del proprio peso politico, nessuno sta mettendo al primo posto l’aiuto di persone che scappano da zone di guerra o che muoiono di bombe e povertà che spesso sono colpa dell’Europa stessa. I politici europei ragionano ancora secondo logiche nazionaliste buone per l’Ottocento, nessuno si è accorto che il mondo è cambiato, le distanze si sono azzerate e che ogni nazione ha persone in entrata e persone in uscita, di certo non gestibili con logiche di due secoli fa.

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permalink | inviato da zinonno il 2/9/2015 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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