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LA PARTITA A SCACCHI SUI DIRITTI CIVILI
post pubblicato in diario, il 18 febbraio 2016
La discussione sul ddl Cirinnà ha subito l'ennesimo rinvio. Il PD accusa il Movimento 5 Stelle che, dal canto suo, rimanda le accuse al mittente. In mezzo la Chiesa cattolica e tutti i suoi scagnozzi in Parlamento gongolano, ancora una volta il loro peso fa scricchiolare la democrazia in Italia.

Come spesso accade sulle questioni spinose italiane, la colpa è praticamente di tutti. Il problema è che il dibattito sui diritti civili ha perso il suo carattere etico ed è diventata una partita a scacchi tra diversi gruppi politici.
Renzi personalmente dei diritti civili non si interessa granché, però adesso sul destino del ddl si gioca la sua credibilità. Fino ad ora è passato come un treno sulle rimostranze degli avversari e dei dissidenti, non riuscirci ora gli farebbe ballare la poltrona sotto il sedere. Per questo il rallentamento è stato voluto dal PD, non vogliono votare il ddl senza prima essere certi che il voto non diventi la loro Caporetto, viste anche le solite divisioni sorte nel partito.
Alfano dal canto suo dà come sempre un colpo al cerchio e uno alla botte. Il suo è sulla carta un partito di centrodestra, quindi contrario al ddl. Alzare troppo la voce però potrebbe causare una crisi di governo, lui ora è ministro e sa benissimo che difficilmente uscirebbe bene dalle elezioni, quindi fa il bravo e non crea problemi all'amico Renzi. L'ex avvocato di Berlusconi deve però pensare a quei quattro italiani che lo votano, sa che sono contrari al ddl. Allora ha scelto la posizione di mezzo, sosterrà il ddl solo se verrà privato della controversa stepchild adoption.
La destra ovviamente è schierata compatta contro il ddl. Per loro si possono accettare i preti pedofili e le tangenti, non i gay che adottano bambini o che si vedono riconosciuti diritti basilari che nel resto d'Europa sono scontati. Per vincere la loro battaglia, i partiti di destra hanno fatto ricorso al caro vecchio ostruzionismo, presentando circa 5000 emendamenti di cui alcuni creati cambiando virgole o singole parole e creando a volte articoli senza senso.
Il Movimento 5 Stelle ha subito preso il ruolo da protagonista. Inizialmente ha dato appoggio al ddl a patto che non venisse modificato, con la giusta prudenza quindi visto che l'interlocutore è il PD. Successivamente però qualcosa ha cominciato a vacillare. Beppe Grillo ha dato libertà di coscienza ai suoi deputati sul tema etico della stepchild adoption. La cosa sembrerebbe normale, ma in un movimento dove i singoli parlamentari non hanno il diritto di scegliersi nemmeno la pizzeria in cui mangiare, suona strano. Adesso addirittura il Movimento ha finito per contrapporsi al Canguro e favorire così l'ostruzionismo delle destre.

Come si vede sopra, la discussione sul ddl Cirinnà ha perso completamente il carattere etico ed è divenuta un terreno di scontro politico.
Chi sta risentendo maggiormente delle proprie scelte è il Movimento 5 Stelle. I grillini hanno chiaramente preferito approfittare delle discussione per far vaccilare Renzi piuttosto che far approvare in tempi brevi un ddl che all'Italia serve come l'aria. Subito i parlamentari, intuendo il malcontento creato dalle loro scelte, si sono scatenati sui social network giustificando la scelta di bocciare il Canguro con la difesa del dibattito democratico. Di Maio ha addirittura citato Voltaire. La verità è che il Canguro è previsto dal comma 8 dell'articolo 85 del regolamento della Camera dei Deputati. Certo, non è il Senato, ma è pur sempre una delle due camere. Per loro però questa "sottigliezza" è ben più pericolosa per la democrazia rispetto alla presentazione di centinaia o migliaia di emendamenti finalizzati solo alla perdita di tempo. La verità è che è molto più anticostituzionale bloccare i lavori di una camera con emendamenti al limite del ridicolo, piuttosto che cancellare detti emendamenti dalla discussione in un sol colpo.
Il Movimento ha preferito vestirsi di coerenza per far vacillare Renzi, sapendo che il presidente del Consiglio avrebbe preferito temporeggiare piuttosto che andare al voto. Questo in barba al buon senso, che avrebbe suggerito di accelerare i tempi scavalcando l'ostruzionismo delle destre e portare al voto un ddl che loro stessi dicono di appoggiare. Delle due, l'una: o il M5S ha la stessa voglia di votare il ddl che ha Renzi, cioè pensa solo agli effetti che potrebbe avere il voto sull'elettorato (non dimentichiamo che nell'elettorato del movimento c'è una bella percentuale di elettori delusi dalla destra), oppure non capiscono niente di politica ed hanno anteposto un cavillo parlamentare al benessere di milioni di persone. 

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permalink | inviato da zinonno il 18/2/2016 alle 11:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
LA SHARIA ITALIANA
post pubblicato in diario, il 30 gennaio 2016

Al Circo Massimo oggi l'Italia ha mostrato ancora una volta il peggio di sé. Tutto l'estremismo religioso che ha contraddistinto la nostra storia, lo stesso estremismo che rimproveriamo ai mussulmani, ha sfilato in piazza per chiedere che un'assurda discriminazione continui ad essere legale. 

Cominciamo col porci subito una domanda: cosa hanno di diverso i partecipanti al Family Day con gli estremisti islamici che chiedono la sharia? Inorridiamo quando in un paese viene promulgata una legge in nome dell'Islam, però una parte di noi chiede che una legge non sia approvata in nome del Cristianesimo. Secondo quelli in piazza una coppia non deve avere diritti perché è fuori dai canoni previsti da un libro che racconta di un Dio che ci guarda e ci giudica. Che poi, a voler essere pignoli, lo stesso libro dipinge un Dio tanto misericordioso da accettare che suo figlio venga massacrato per lavare i peccati dall'umanità. Però uccidere suo figlio va bene, innamorarsi di una persona dello stesso sesso invece no. Comunque, mettendo da parte il discorso teologico-filosofico, il succo è che in nome della religione vanno negati dei diritti fondamentali agli omosessuali. In pratica una sharia in salsa cattolica, niente di più. Se perciò l'Iran è un paese estremista, lo siamo anche noi. Almeno secondo quelli del Circo Massimo, per fortuna c'è un'Italia che si guarda bene dal portare avanti certe teorie.

Al Family Day sono presenti comunque personalità di spessore, tra cui posso citare Giovanardi, Brunetta e Gasparri. Per loro la famiglia tradizionale non va toccata, due omosessuali non possono mettere su famiglia. Questo perché lo hanno letto su Famiglia Cristiana. Tanto zelo da parte loro si vede solo quando si parla di gay, droghe e profughi, tendono al silenzio invece quando si parla di pedofilia o dello sfascio economico generato dai loro mega-stipendi. Con personalità di questo livello non potevano comunque mancare contenuti di livello altissimo. Giovanardi ha sfidato due uomini a mettere al mondo un figlio su un'isola deserta. Questa dichiarazione, seppur idiota come nello stile di chi l'ha pronunciata, deve essere letta perché rivela qualcosa di importante. Chi sta sfilando in piazza al Circo Massimo tutto sommato sta manifestando contro il concetto di famiglia fondata sull'amore, preferendole quello di famiglia fondata sulla capacità di procreare. Per fare una famiglia non basta che ci si ami e ci si rispetti, che si abbia voglia di condividere la vita, ma serve essere in grado di fare figli, altrimenti non si può essere famiglia per la legge italiana. Quindi c'è da temere che propongano anche l'abolizione dei matrimoni tra coppie di cui un elemento è sterile, o il diventare sterile di un coniuge da ora in avanti potrebbe dare all'altro il diritto all'annullamento del matrimonio. 

La piazza ha parlato, o sta parlando, e Brunetta invita Renzi ad ascoltarla. Quando però sono i lavoratori a manifestare, a nessuno interessa della piazza.

In tutto questo trambusto, molti cittadini devono farsi un'opinione senza conoscere i contenuti del ddl Cirinnà (che è il motivo di questo putiferio). Questo decreto legge non fa nient'altro che estendere alle coppie omosessuali alcuni diritti che hanno quelle "tradizionali", cioè quello ad avere un'unione legalmente riconosciuta e ad acquisire alcuni doveri e diritti in funzione della stessa (reversibilità della pensione, subentro nei contratti d'affitto, comunione e separazione dei beni, ecc.). Anche la stepchild adoption, presentata dalla piazza del Circo Massimo come scritta dalla penna del Demonio, non fa nient'altro che riconoscere ai genitori omosessuali il diritto di adottare un bambino figlio biologico di uno dei due. Non si stanno spalancando quindi le porte dell'Inferno, si stanno riconoscendo diritti base a delle persone a cui fino ad ora erano negati solo in virtù delle preferenze sessuali. Si sta cercando di uscire un po' di più dal Medioevo ed entrare nell'età moderna, ma come sempre il popolo cattolico (solo quello estremista, per fortuna non mancano i cattolici favorevoli al ddl) ostacola il rinnovamento. In tanti temono che i bambini cresciuti da genitori omosessuali possano venir su irrimediabilmente traumatizzati, ma nei paesi dove questa pratica è in uso da anni si è visto l'opposto, crescono bene e più tolleranti (probabilmente non andranno mai al Family Day).

Molti sui social hanno ironizzato sul fatto che siano scesi in piazza a difendere la famiglia tradizionale tanti ultra-divorziati (Salvini e Casini su tutti) ed anche la Mussolini, il cui marito pagava le minorenni per fare sesso. Il fatto più grave però non è questo, a mio parere la cosa più grave è che delle persone stanno cercando di negare un diritto a delle persone solo perché non ne condividono lo stile di vita, una cosa che si scontra assolutamente con il concetto di democrazia. Avessimo un governo davvero convinto della bontà del ddl Cirinnà, non ci sarebbe da preoccuparsi, ma essendo Renzi molto più attento ai consensi che all'efficacia dei provvedimenti, essendo già spaccato il PD, c'è da temere che motivi di strategia politica potrebbero spingere il governo a rallentare l'iter della legge. 


 

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