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POVERI E UMILIATI
post pubblicato in diario, il 27 aprile 2011

Le notizie che arrivano in questi giorni danno dell’Italia un’immagine sempre più tragicomica, si vede sempre di più quello che è realmente il nostro paese, cioè una sguattera senza una vera direzione politica. I più attenti già notarono qualcosa di strano ai tempi dell’inizio dell’invasione dell’Iraq, quando Berlusconi (allora al terzo mandato) si assunse con sonoro squillo di trombe il ruolo di mediatore tra le parti in contrasto. Fu davvero avvilente per noi italiani vedere colui che doveva rappresentarci cambiare opinione ad ogni vertice, infatti dopo i colloqui con gli interventisti Bush e Blair si dichiarò pronto all’appoggio incondizionato all’intervento militare (trascurando, come sempre, il popolo ed il parlamento), per poi cambiare completamente dichiarazione in seguito ai vertici con Chirac, Shroeder e Putin, che erano contro l’intervento armato. Ovviamente qualsiasi berlusconiano negherà fino alla morte questo fatto storico, ma nessuno può aver dimenticato il grande smacco che il nostro paese subì, infatti quando fu fatta la riunione finale per decidere le modalità di intervento, parteciparono solo Bush, Chirac e Shroeder (USA, Francia e Germania), mentre Spagna ed Italia furono completamente ignorate. Ovviamente il centrodestra allora sorvolò sull’entità epocale dello smacco, si limitò ad incassare, fingere di nulla e partire accanto agli americani, come il più fedele dei cani. Oggi come allora, ci tocca fare una figuraccia che dimostra l’assoluta inesistenza di una politica estera nel nostro paese. C’è stato un vertice tra Sarkozy e Berlusconi, i risultati ovviamente riempiono d’orgoglio il nostro premier che ha parlato di vittorie e identità di vedute, ma la realtà è che da quel vertice è venuto fuori un diktat francese nei confronti dell’Italia. Le mie parole di sicuro non saranno gradite a chi normalmente vota Berlusconi, eppure questa volta il mio parere non coincide con il PD o l’Italia dei Valori, ma paradossalmente la Lega Nord è il partito più scontento. A seguito del vertice italo-francese è venuto fuori che l’Italia non si limiterà più a fornire semplice appoggio agli alleati, ma interverrà attivamente nei bombardamenti, soluzione che non piace nemmeno agli alleati di Berlusconi, ma Sarkozy ordina e lui esegue. Nell’incontro si è parlato anche della scalata della francese Lactalis all’italiana Parmalat, operazione molto osteggiata (a parole) dal centrodestra, eppure non si è arrivato a un compromesso, ma è stato deciso che Lactalis avrà campo libero. Oltre i diversi temi ampiamente trattati, anche un’altra dichiarazione del premier francese, passata un po’ in secondo piano, può dare l’idea del nostro asservimento ai tanto odiati cugini d’oltralpe. Sarkozy ha parlato infatti anche del programma nucleare italiano, dicendo che, qualora si dovesse sviluppare, la Francia sarà pronta ad aiutare il nostro paese nella costruzione delle centrali. La dichiarazione del leader francese ci fa dunque capire che, molto probabilmente, i francesi hanno qualcosa da guadagnare nell’inizio di un nuovo programma nucleare italiano, per questo la caparbietà di Berlusconi forse potrebbe anche essere un’altra tassa impostaci dai francesi. Al di là delle considerazioni sulla giustezza dei provvedimenti che verranno adottati dopo il vertice italo-francese, resta comunque la considerazione principale, cioè che siamo delle marionette nelle mani degli altri governi, che hanno il vantaggio di avere delle vere guide politiche e possono umiliarci come preferiscono.

Oltre ad essere umiliati dall’assoluta mancanza di politica estera, ci scopriamo sempre più poveri. Ironia della sorte è un’organizzazione francese, l’OCSE, ad aprirci gli occhi su una situazione terribile che i mass media di regime ci nascondono. Secondo l’OCSE, nel nostro paese vi sono 30 milioni di bambini che vivono in condizioni di povertà, dato molto allarmante anche perché la percentuale di bambini poveri in Italia (15%) è superiore alla media OCSE (12,7%). Un altro dato che l’agenzia pubblica in questa ricerca ci aiuterà a discutere sul problema, infatti l’Italia spende solo l’1,4% del proprio Pil per il sostegno delle famiglie con bambini, meno della media OCSE (2,2%), mentre la Gran Bretagna spende il 3,5% del proprio Pil e la Francia il 3,8%. Oltre ad essere un paese umiliato, ci scopriamo anche un paese povero, perché le altre nazioni investono i loro capitali nel sostegno alle famiglie con figli (quindi, al futuro), mentre nel nostro paese l’unica cosa che viene abbondantemente finanziata è la politica, con tutti i suoi vizi.

Tutto il discorso fatto sopra ci rivela che il nostro è un paese senza politica, dove burattinai esterni muovono coloro che noi crediamo guide, dove pochi mangiano vendendo la nostra dignità ed il nostro benessere, chiudendoci gli occhi con discussioni assurde su temi che non dovrebbero mai essere messi in discussione, come l’indipendenza delle toghe.


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permalink | inviato da zinonno il 27/4/2011 alle 18:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
SCHENGEN, LA FINTA EMERGENZA E I NAZIONALISMI
post pubblicato in diario, il 23 aprile 2011

In questi giorni si sta parlando tanto di emergenza immigrazione e sono venuti fuori i trattati di Schengen, che ad un tratto a qualcuno sono parsi la soluzione a tutti i problemi mentre per qualcun altro sono stati un problema. Ieri sera è addirittura circolata la notizia che l’esecutivo francese volesse sospendere il trattato stesso, notizia poi smentita, ma non tanto surreale, soprattutto in vista di una probabile salita al potere dell’estrema destra alle prossime elezioni. Tutto è nato dal flusso migratorio proveniente dal nord Africa all’indomani dello scoppio della guerra in Libia. Eppure i più informati notano che qualcosa non quadra. Innanzitutto bisogna capire il problema quale è effettivamente. Tutto è cominciato, ovviamente, dall’Italia. Nel momento in cui il nord Africa è entrato in agitazione, subito il ministro Maroni ci ha tenuto a pronosticare una fuga di massa verso l’Italia, parlò di decine, forse centinaia di migliaia di immigrati in fuga verso le nostre coste. Il flusso migratorio effettivamente c’è stato, ma al momento sulle nostre coste (dopo più di un mese di agitazioni) sono approdati appena 16.000 migranti, molto meno di quelli che aveva annunciato Maroni. Nonostante l’emergenza non sia esplosa, o almeno si sia rivelata meno grave del previsto, il Governo italiano ha cominciato ad appellarsi all’Europa e soprattutto alla Francia, forte del fatto che molti dei tunisini in entrata volesse usare l’Italia solo come “transito”. Per rendere più forte il proprio appello, il Governo, forte dell’aiuto dei mass media politicizzati, ha cominciato a mostrare Lampedusa come un’isola invasa da immigrati, dove ormai scarseggiavano acqua e viveri e dove le condizioni igieniche erano terribili. Gli abitanti di Lampedusa effettivamente questo dramma lo stavano vivendo, infatti tutti quegli immigrati per la piccola isola erano troppi, ma l’Unione Europea e la Francia non hanno voluto aiutare il nostro paese, facendosi giudicare da noi come “brutti e cattivi”. La verità, quella che si trova solo sui giornali stranieri, è che l’Europa non ha voluto aiutarci per il semplice fatto che un’emergenza non c’è, infatti il flusso migratorio che sta investendo il nostro paese è il solito flusso primaverile, quello che si verifica puntualmente quando il tempo migliora e le acque del Mediterraneo si calmano. Un grande spostamento di uomini, quello che ha annunciato Maroni, c’è stato solo tra i diversi paesi del nord Africa, infatti quando la situazione di un paese (prima l’Algeria, poi l’Egitto, poi la Tunisia) si è normalizzata, i cittadini che in passato da lì erano fuggiti verso uno dei paesi vicini hanno colto l’occasione per tornare a casa. Quelli che hanno rischiato la vita per arrivare in Libia e da lì partire per l’Italia sono stati una piccola parte, paragonabile numericamente a quelli che ogni anno fanno lo stesso tragitto. L’emergenza quindi non c’è, per questo motivo l’Unione Europea non è intervenuta. Il comportamento della Francia, a onor del vero, è comunque molto scorretto, infatti i controlli ed i respingimenti che i transalpini stanno portando avanti alla frontiera violano il principio del trattato di Schengen, per questo motivo l’Unione Europea ha fatto l’unica cosa in suo potere, un richiamo ufficiale, mentre l’Italia deve solo tacere perché la politica portata avanti da Sarkozy è quella che alla Lega Nord piacerebbe applicare in Italia.

La situazione che si è creata in queste ultime settimane riguardo la fantomatica emergenza immigrazione non è dovuta a carenze del trattato di Schengen o dell’Unione Europea, è semplicemente l’ennesimo esempio di malgoverno italiano. L’intasamento di Lampedusa, creato ad hoc per fare pressioni sull’Unione Europea, a causa di un normale flusso migratorio non è la conseguenza di una cattiva politica europea, ma è semplicemente il fallimento delle politiche anti-immigrazione del Governo in carica, quindi i “cattivi” della situazione sono Maroni e Berlusconi, non l’Europa e Schengen. Una prospettiva più ampia poi c’è la fornisce il comportamento del governo francese, infatti abbiamo visto anche lì come le politiche isolazioniste e xenofobe possano rendere impossibile risolvere problemi molto semplici da risolvere (ricordiamo che qualche decennio fa la Germania da sola ha dovuto fronteggiare una vera e propria “invasione” di turchi, senza l’aiuto di nessuno). La grande confusione creata da queste isolate politiche nazionaliste dovrebbe farci riflettere, infatti in Europa (Finlandia, Francia, Ungheria, per citare alcune nazioni) i nazionalismi avanzano con l’aggravarsi della crisi, e Beppe Grillo giustamente ricorda in un post del suo blog come una situazione economica analoga, cioè il crollo delle borse del ’29 e le economie nazionali in crisi a causa del primo conflitto mondiale, portò all’ascesa di Hitler in Germania e di altri sanguinari dittatori, pensiamo ora a cosa potrebbe causare una piccola crisi come quella attuale se tutta l’Europa fosse divisa in tanti nuclei nazionalisti e xenofobi…sarebbe la catastrofe.

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