.
Annunci online

MARINO DALLA POLVERE ALL'ALTARE
post pubblicato in diario, il 30 ottobre 2015

Ignazio Marino ritira le sue dimissioni. Dopo esser stato gettato nella polvere dal suo stesso partito e dai mass media, è stato aiutato dagli stessi media ad acquisire nuova credibilità ed è di nuovo lì. Certo le sue dimissioni erano ingiuste, siamo infatti in un paese dove nessuno si dimette per 20mila euro di rimborsi spese e qualche comportamento eticamente non corretto, siamo il paese dove un presidente del Consiglio è rimasto in carica nonostante le orge con prostitute (di cui una minorenne) e i tanti illeciti commessi da imprenditore.

Anche Renzi lavora per ricordarci che siamo un paese dove 20mila euro rubati ai cittadini non giustificano alcuna condanna, infatti con la legge di stabilità il Governo ha stabilito che ottenere risparmi indebiti sulle tasse non è più un reato penale,assolvendo di fatto il gruppo Riva (i padroni dell’ILVA, per intenderci) che subirà al massimo una sanzione amministrativa. L’uomo nuovo della politica ancora una volta accontenta i suoi padroni di Confindustria, mostrando ancor di più la sua anima politica collocabile tutt’altro che a sinistra. Lo stesso Renzi poi, da sindaco di Firenze, spese ben 600mila euro in pranzi di lavoro,ben 30 volte più di quanto abbia speso Marino (che però è ancora al secondo anno di carica, ha tutto il tempo per rimontare).

Di sicuro nel confronto tra Renzi e Marino c’è da tenere conto di alcune differenze, quando si parla del primo infatti si parla di un periodo di tempo più lungo, inoltre bisognerebbe contare anche le spese dei viaggi. La sostanza comunque rimane,entrambi sono degli spendaccioni quando a pagare sono i contribuenti. Di sicuro c’è poi che dietro i guai di Marino c’è lo stesso Renzi. Nel nostro paese, come ho già scritto prima, c’è poca attenzione dell’etica e di sicuro per 20mila euro di rimborsi e qualche viaggio a scrocco non si dimette nessuno. Il polverone a Roma è stato sollevato dal Movimento 5 Stelle, però il PD e lo stesso Renzi hanno subito iniziato a pressare il povero Marino, mentre in Sicilia hanno avuto il coraggio e la faccia tosta di difendere Crocetta ed in Campania hanno portato alle elezioni contro ogni etica politica il condannato in primo grado Vincenzo De Luca. Qual è perciò la differenza tra Marino e Crocetta? O tra Marino e De Luca? Sarà una coincidenza, ma come fa notare anche Il Tempo in un articolo di questa mattina tra la base del PD e Marino è già da un annetto che le cose non girano più. Tralasciando i dettagli sulle cause dell’inimicizia,dovuta perlopiù a nomine e poltrone, è chiaro che Renzi ha approfittato del polverone causato dal M5S per disarcionare il sindaco. Lo ha fatto nonostante le elezioni anticipate a Roma potrebbero aprire ad una clamorosa caduta del partito, a vantaggio del M5S, ma lui del partito ha più volte mostrato di infischiarsene, lui come Berlusconi pensa a sé stesso e non può tollerare in alcun modo che all’interno del PD qualcuno agisca senza seguire le sue direttive.

Marino è rimasto perciò vittima prima di tutto dell’instabilità politica all’interno del suo partito,poi la sua situazione è stata peggiorata da altri due fattori: la sua sprovvedutezza e la mancanza di consenso. Le manifestazioni a favore di Marino sono nate perché ai romani che lo votarono non andava giù che il loro voto fosse sovvertito da Renzi, uno che già risiede a Palazzo Chigi senza che l’abbia votato nessuno. Per quanto riguarda poi la persona di Marino, la sua colpa più grande nella vicenda è stata quella di non riuscire a leggere la situazione. Un politico più scaltro, vistosi nell’occhio del ciclone per le spese pazze, non sarebbe andato negli USA per il Papa o sarebbe andato a sue spese, lui invece si è disegnato in petto un bersaglio e si è esposto al fuoco dei suoi detrattori. Ora ha ritirato le dimissioni, sfruttando anche il nuovo amore sbocciato nei mass media per lui (e motivato probabilmente dalla voglia dimettere in difficoltà Renzi), ma questo non può che far male a Roma e sollevare nuovi interrogativi. Come continuerà il lavoro di Marino se non ha più la maggioranza? E che credibilità può avere Marino come sindaco? Ed un politico(questo vale per tutti, non solo per Marino) che sperpera i soldi pubblici, non dovrebbe dimettersi il giorno dopo essere stato scoperto? Alla terza domanda la risposta è ovviamente “si”, però siamo in Italia e per ricordarlo basta vedere chi è governatore della Campania. Per quanto riguarda le prime due domande, lo vedremo nel corso dei prossimi mesi, anche se non si prospetta niente di buono.Di certo c’è solo che è molto improbabile che Marino regga fino a fine mandato,a meno che non decida di tenere il potere facendo un rimpasto stile Renzi e alleandosi con elementi del centrodestra.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. roma renzi marino

permalink | inviato da zinonno il 30/10/2015 alle 11:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia settembre        novembre
calendario
rubriche
tag cloud
links
cerca